Il Gramignone è una delle varietà di prato per giardini più popolari nelle aree litoranee delle regioni italiane con climi temperati, quali Sicilia, Sardegna, Calabria, Campania, Basilicata e Puglia. Seguendo in inverno pratiche manutentive appropriate, quali il taglio, l’irrigazione, la nutrizione e il controllo delle erbacce e delle malattie, puoi mantenere il tuo prato in ottima forma, preparandolo al meglio per la primavera.
La dormienza invernale del gramignone
Durante l'inverno, il gramignone entra in uno stato di semi-dormienza a causa delle basse temperature e della riduzione della luce solare. Questo fenomeno è normale e comporta una crescita quasi nulla e una colorazione fogliare tra il verde chiaro-giallastro e il marrone. A differenza di altre macroterme che diventano uniformemente marroni, il gramignone, con il freddo, diventa marrone a chiazze. La dormienza può durare da 2 a 4 mesi, a seconda delle condizioni climatiche locali. Per vedere se l’erba è stata rovinata da qualche gelata, si può fare la prova dello strappo del cotico: se resiste e si vedono delle radici bianche, è ancora viva; se si stacca facilmente e le radici sono marroni, l’erba è morta.
In pratica: il gramignone entra in dormienza invernale ma non diventa completamente marrone come altre specie; le condizioni climatiche influenzano la durata della dormienza.
Pratiche fondamentali per la manutenzione invernale
Evitare la falciatura. Poiché il prato è dormiente durante l'inverno, il gramignone non ha bisogno di essere tagliato. Tagliate solo se necessario o per evitare l’inestetismo delle erbacce che talvolta crescono in mezzo, quali la Poa annua. Anche in questo caso, tenete l’altezza di taglio sui 10 cm per proteggere al massimo le corone. Evitate di falciare quando il prato è bagnato o fangoso per prevenire danni e compattamenti inutili.
Se dovete proprio irrigare… In inverno, diminuite la frequenza delle irrigazioni poiché l'erba ha bisogno di meno acqua, essendo in stato di dormienza. Se proprio non ci sono piogge, un’irrigazione ogni 15 giorni è sufficiente. Annaffiate al mattino presto e mai la sera per proteggere le radici dalle gelate.
Se non avete fatto la concimazione organica in autunno e vorreste concimare adesso… Aspettate fino alla primavera! Evitate le concimazioni granulari con azoto durante i mesi invernali. Se comunque volete stimolare il colore dell’erba, trattate solo per via fogliare con concimi a base di urea, ferro e magnesio, meglio se chelati. A fine inverno potete intervenire con limitati apporti di potassio, calcio e magnesio a reazione neutra.
Se ci sono problemi di salinità dell’acqua e del terreno… È il momento giusto per applicare il gesso cotto, quello altamente solubile.
Controllate le erbacce. In inverno, i prati diradati di gramignone possono riempirsi di inestetiche presenze di malerbe dicotiledoni, sia annuali che perenni, e di Poa annua e Poa trivialis (soprattutto se non è stato fatto il diserbo di pre-emergenza in autunno). Talvolta, questo aspetto non è ritenuto del tutto negativo da alcuni proprietari di giardini perché, con un taglio frequente e costante, queste malerbe possono rendere il prato un po’ più verde in inverno. Preparatevi comunque a intervenire in primavera con i diserbi di post-emergenza per prevenire la competizione con il gramignone.
Riducete il calpestamento del prato. Essendo in dormienza, in inverno il gramignone non recupera rapidamente lo stress da calpestio rispetto ai mesi più caldi.
In pratica: ridurre interventi invasivi come falciature frequenti o concimazioni azotate intensive aiuta a proteggere il prato di gramignone dalle gelate durante la dormienza invernale; limitare le irrigazioni ed evitare il calpestio sono anch’esse pratiche fondamentali.
Si ringraziano Pippo Liberti e Simone Rau per gli utili consigli forniti nella realizzazione di questo articolo.
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